Archivio per febbraio, 2010

15 febbraio 2010

Come risparmiare soldi con le consulenze on line: un’opportunità per le aziende


Oggi internet offre opportunità impensabili fino a pochi anni fa.

Considera ad esempio, un lavoro di consulenza Privacy. Supponiamo che sia richiesta al consulente la redazione di un DPS (documento di programmatico della sicurezza dei dati) conforme al decreto Privacy 196/03. Il consulente deve prevedere, per una piccola azienda, almeno 2-3 interventi in loco per verificare di persona tutte le attività, i mansionari, le caratteristiche delle aree di lavoro, l’elenco dei dati, ecc… al fine poi di redigere il documento con le misure di protezione e custodia dei dati, ecc

Tutto questo lavoro di raccolta dati puoi affidarlo direttamente ad un responsabile interno all’azienda che potrà compilare ad es. un questionario semplice ma sufficientemente dettagliato e preventivamente inviato a mezzo mail dal consulente.

In tal modo il consulente e quindi tu risparmierai non solo sulle spese di viaggio, ma anche sul tempo (in genere la consulenza è pagata in base al numero di giornate lavorative previste).

Questa riduzione dei costi di spostamento, insieme alla riduzione dei tempi, produrrà un abbattimento dei costi di consulenza.

Il vantaggio per te è anche quello di potersi avvalere, ad esempio, di un consulente ritenuto professionalmente affidabile e preparato ma magari geograficamente troppo lontano dalla propria sede per poter erogare una consulenza tradizionale a prezzo di mercato (in tal caso i costi di spostamento inciderebbero notevolmente sull’onorario finale e quindi la consulenza risulterebbe antieconomica).

In definitiva i vantaggi per te si traducono in:
1) abbattimento dei costi di consulenza;
2) scelta del consulente sulla base del curriculum, dell’esperienza relativa al settore e in base ai feedback degli altri imprenditori, indipendentemente dal luogo di residenza dello stesso.

Ing. Claudio Amich

Share

12 febbraio 2010

Come creare un semplice ed efficace questionario di soddisfazione del cliente

Oggi voglio trattare un argomento importantissimo: la soddisfazione del cliente.

Tutta la norma ISO 9001 è imperniata su questo argomento; il cliente è linfa vitale per tutte le aziende; le stesse infatti vivono e prosperano sui clienti che acquistano i loro prodotti/servizi e pagano per riceverli.

Il motivo per cui oggi voglio trattare questo argomento non è tanto quello di soddisfare pedissequamente il punto (i punti) relativi della norma, quanto invece quello di ottenere un feedback assolutamente veritiero da parte dei clienti.

Cominciamo con l’esaminare uno degli strumenti: il questionario.

Durante la mia attività professionale, molto spesso mi hanno contattato per effettuare consulenza su aziende già certificate; ricordo quella volta in cui esaminavo complicatissimi questionari preparati da miei colleghi consulenti: che cosa non era stato scritto!! Domande poste a caso e senza nessun criterio, troppe e/o troppo ambigue! Lo credo bene che non avessero risposte dai clienti! Un questionario così progettato non era di nessuna utilità per l’azienda, il solo scopo era quello di ben figurare (!) col valutatore che doveva rilasciare o confermare il pezzo di carta appeso alla parete dell’ufficio qualità.

Ti fornisco ora alcuni brevissimi spunti utili:

Consiglio
Innanzi tutto parliamo dell’introduzione:
- deve essere breve e concisa e in termini semplici e che possono essere compresi da tutti;
- deve esporre gli obiettivi del questionario e le istruzioni per la compilazione;
- deve  spiegare come saranno utilizzati i dati raccolti.

Vediamo le domande da porre:
- Poche ( al massimo una decina);
- dirette e solo sugli argomenti/prodotti/servizi per i quali ci interessa realmente l’opinione del cliente.
- le domande da porre vanno attentamente studiate.

E passiamo alla valutazione del grado di soddisfazione del cliente:
- è necessario fornire una scala con un numero dispari di valori (ad es. da 1 a 5) ciò per impedire che, il nostro cliente, magari indeciso, possa rispondere con una via di mezzo (es. in una scala da 1 a 6 risponde 3), in sostanza non vuole valutare il nostro servizio/prodotto!
- costringi il cliente a dare una valutazione.

Come effettuare il campionamento dei clienti? Come confrontarmi con i competitors migliori? Ti ho fornito solo alcuni spunti, magari possiamo approfondire l’argomento con un incontro.

Può esserti utile comprendere come la tua azienda si muova in questo campo.
Penso siano chiare le equazioni:
Cliente realmente soddisfatto = guadagno soldi perché lo stesso ritorna o porta altri clienti;
cliente insoddisfatto = perdo soldi.

Puoi chiamarmi, i miei recapiti sono sulla pagina contatti.

Ing. Claudio Amich

Share

3 febbraio 2010

Cosa cambia con l’edizione 2008 della norma ISO 9001

E’ entrata in vigore la nuova edizione della norma;  le modifiche “di sostanza” della ISO 9001: 2008  apportate sono:

- possibilità di accorpare le famose 6 procedure, riducendo il loro numero;
- possibilità di gestire i processi in outsourcing tramite le modalità di valutazione fornitori tipiche del § 7.4;
- Introduzione nel § 6.3 delle infrastrutture del sistema informativo – informatico;
- possibilità nella progettazione e sviluppo di far coincidere i momenti di verifica, riesame e validazione;
- possibilità di ridurre la valutazione dei fornitori ai soli prodotti approvvigionati che hanno effetto sulla conformità del prodotto;
- introduzione della conferma di capacità di misura dei dispositivi.

Lo Studio Amich offre consulenza per la revisione della documentazione in conformità alla nuova edizione della norma.

Puoi contattarci per ulteriori informazioni

  Ing. Claudio Amich

 

Share

 

3 febbraio 2010

Gli Enti di certificazione stranieri: gli accordi di mutuo riconoscimento

Sincert = Accredia
Per garantire l’efficacia del processo di accreditamento e la qualità della filiera che ne deriva fino ai prodotti/servizi finali destinati al mercato, gli Enti di Accreditamento devono operare in conformità alle Norme e Guide ad essi applicabili e devono fornire evidenza di tale conformità.

Un primo controllo sull’operato degli Enti di Accreditamento è assicurato dall’azione di indirizzo e sorveglianza svolta dagli stakeholders (fra cui le Pubbliche Autorità) generalmente presenti negli organi di governo di detti Enti. Trattandosi però di un controllo «interno», esso potrebbe non risultare esente da «sospetti» di «autoreferenzialità». Conscio di tale limitazione, il sistema internazionale di accreditamento volontario ha posto in atto opportuni meccanismi di controllo «esterno» che sono rappresentanti dalla partecipazione degli Enti di Accreditamento ad apposite Organizzazioni internazionali – quali EA (European Cooperation for Accreditation), IAF (International Accreditation Forum) ed ILAC ( International Laboratory Accreditation Cooperation) – e, in tali ambiti, dalla sottoscrizione degli Accordi di Mutuo Riconoscimento (MLA) gestiti dalle Organizzazioni suddette. Per essere membri di EA (o IAF, ILAC), gli Enti di Accreditamento devono fornire evidenza della loro concreta operatività e questa deve risultare conforme (quanto meno su base documentale) ai requisiti delle Norme e Guide applicabili.

Gli Enti di Accreditamento membri di EA (e IAF, ILAC) possono entrare a far parte degli Accordi di Mutuo Riconoscimento (MLA) (relativi alle diverse tipologie di accreditamento: accreditamento delle attività di taratura, delle attività di prova, certificazioni di prodotti, certificazioni di sistemi di gestione per la qualità, certificazioni di sistemi di gestione ambientale, certificazioni di personale, ispezioni), solo dopo essere stati sottoposti, con esito positivo, ad uno specifico ed accurato processo di valutazione (Pree Assessment).

Tale valutazione è condotta da parte di un Gruppo di Verifica Ispettiva composto da Valutatori designati da appositi Organi collegiali (i cosiddetti Comitati MLA), scelti fra esperti inscritti in appositi elenchi ed espressi dagli stessi membri di EA (o IAF, ILAC). Essa ha lo scopo di accertare che l’Ente valutato operi in piena conformità alle prescrizioni delle Norme Europee (internazionali) e apposite Guide EA (IAF, ILAC) applicabili.
Tratto dal sito sincert.
Per ulteriori informazioni puoi contattare il nostro studio

Ing. Claudio Amich

Share

2 febbraio 2010

Come difendersi da pretese di risarcimento eccessive


Vuoi fare causa per danni o difenderti da pretese di risarcimento eccessive?

Evita notevoli danni economici alla tua azienda o alla tua famiglia derivanti da una causa in tribunale, conviene affidarsi un professionista esperto di ingegneria forense.

Molto spesso aziende e famiglie ricorrono, quando ormai è troppo tardi, (e quando non se ne può fare a meno) ai servizi di un professionista qualsiasi (purchè iscritto all’albo) per risolvere i loro problemi tecnico-legali.

E’ di fondamentale importanza, prima della causa (o per evitare la stessa e la conseguente perdita di tempo e soldi), tentare una conciliazione o valutare i danni spesso gonfiati da parte avversa.

In tal caso il professionista può redigere una Perizia o Consulenza Tecnica Extragiudiziaria: la perizia extragiudiziaria si configura come un rapporto fiduciario tra il professionista e il committente che gli conferisce l’incarico al fine di verificare se sussistano i presupposti tecnici per instaurare un giudizio nei confronti di un terzo e di quantificare il risarcimento per i danni subiti o (in caso si vada in giudizio) per far approntare al proprio procuratore legale la difesa – ed eventualmente la domanda riconvenzionale – in risposta alla citazione. Può essere giurata o meno, avendo nel primo caso un maggior valore rispetto ai fatti accertati per quanto attiene al tempo in cui gli stessi furono accertati.

Se è in corso una causa legale il professionista redige la Perizia o Consulenza Tecnica di Parte: la consulenza tecnica di parte si configura come l’attività svolta dal consulente per conto di una delle parti nel corso delle operazioni di consulenza tecnica d’ufficio.

E’ un rapporto fiduciario tra il professionista e il committente che gli conferisce l’incarico di elaborare la relazione e le note tecniche di parte nonchè di rispondere ai quesiti posti dal giudice istruttore; la risposta ai quesiti dovrà essere poi sottoposta al C.T.U. (Consulente Tecnico d’Ufficio del Tribunale). Il tecnico di parte deve inoltre studiare la documentazione tecnica e legale in possesso del cliente o dell’avvocato.

Se hai bisogno di altre informazioni puoi contattarci.

 Ing. Claudio Amich
 

Share

1 febbraio 2010

Come revisionare il documento di valutazione dei rischi

Da qualche tempo il Testo Unico della Sicurezza (D. Lgs. 81/08) è stato modificato e integrato dal D. Lgs. 106/09.

A tal proposito è necessario effettuare alcune modifiche (oltre quelle di aggiornamento usuali) ai documenti della sicurezza (documento di valutazione dei rischi, piano di miglioramento, piano di emergenza e di evacuazione).

In particolare, a solo titolo di esempio (non esaustivo) occorre aggiornare e verificare:

1) il documento di valutazione dei rischi (DVR) il Piano di Miglioramento (PM) ed il Piano di emergenza e di evacuazione (PEE) ai riferimenti normativi del nuovo D. lgs. 106/09;

In caso di variazioni di personale, mansioni, attrezzature, occorre ancora revisionare:
2) i mansionari nei documenti suddetti;
3) nel DVR i riferimenti a macchinari/attrezzature nuove o modificate;
4) è necessario rivalutare i rischi nel DVR per cambio mansioni o gruppi omogenei di lavoratori;
5) occorre effettuare informazione periodica sui vecchi lavoratori e formazione ed informazione sui nuovi.

Inoltre:
6) è necessario verificare il grado di implementazione delle azioni correttive nel PM;
7) eventualmente aggiornare il PM e revisionare il PEE in caso, ad es. di modifiche vie di fuga, cambio posizione estintori, ecc…;

Eventuali incongruenze tra la realtà aziendale e quanto riportato sui documenti (es. DVR) e/o l’inadeguatezza della documentazione e della informazione/formazione dei lavoratori sono sanzionate dagli organi competenti.

Il nostro studio è a disposizione per effettuare una revisione della documentazione inerente la sicurezza sui luoghi di lavoro, a costi competitivi; puoi contattarci.

Ing. Claudio Amich

 

 

Share

1 febbraio 2010

Come redigere il Piano Qualità per le imprese

Le organizzazioni che operano per commessa sono tenute a pianificare le attività redigendo un Piano della qualità (PQ). Il tipico esempio di organizzazione che opera per commessa è l’impresa edile o di installazione impianti.

Il Piano Qualità deve contenere il Piano di Fabbricazione e controllo (PFC).

Il Piano di Fabbricazione e controllo (PFC), deve prevedere:
- la pianificazione temporale (il famoso diagramma di Gantt);
- una suddivisione del lavoro in fasi;
- una descrizione dei lavori da eseguire per ogni fase;
- l’attrezzatura da utilizzare;
- i responsabili dei controlli;
- i riferimenti ai piani controllo qualità (PCQ) delle fasi.

I Piani controllo Qualità (PCQ) a loro volta prevederanno:
- il richiamo alle fasi di lavoro;
- la descrizione dei controlli da eseguire e la data;
- i criteri di accettazione;
- l’esito dei controlli.

E’ di fondamentale importanza per l’organizzazione, tenere sotto controllo tutte le fasi di lavoro; in tal modo, la stessa potrà verificare il raggiungimento o meno degli obiettivi di commessa (per la qualità e per i requisiti che deve avere il prodotto o il servizio).

Da qui nasce l’esigenza di avere uno strumento di registrazione e controllo efficace e completo.  Un piano qualità efficace ed utile nasce sempre dall’esperienza sul campo di chi lo ha predisposto, attuato e migliorato in anni di lavoro.

La differenza tra le organizzazioni che predispongono e utilizzano documentazione appropriata e quelle che non lo fanno è chiara ed evidente! Gestire correttamente un cantiere è molto difficile ed occorre non solo un’ottima organizzazione ma anche strumenti di regitrazione idoneii, di immediata comprensione, solo in questo modo è possibile guadagnare soldi! Sembra una frase scontata ma molte organizzazioni non lo capiscono o non lo vogliono capire.

Se non hai tempo o voglia di modificare i tuoi documenti per creare una documentazione di cantiere veramente efficace, puoi cliccare qui.

Ing. Claudio Amich

Share