Certificazione energetica: la professione e la professionalità non sono beni di consumo


Desidero segnalare un interessante articolo di un collega Architetto in merito al proliferare su internet di offerte sulla certificazione energetica di appartamenti, a prezzi veramente irrisori.

Si prescinde, in questa sede, dall’entrare nel merito dell’attendibilità nonchè dell’affidabilità e replicabilità dei risultati ottenuti dalla procedura di calcolo di cui alle offerte in questione.

Il collega si sofferma invece sull’aspetto economico delle predette offerte, formulando alcune brevi riflessioni.

Testualmente scrive: “Al riguardo, trovo mortificante ed indecoroso per la mia Professione assistere ad una sorta di “carosello” telematico in cui una prestazione professionale – nel cui ambito, per quanto mi riguarda, ho investito buona parte della mia attività di ricerca e formazione – viene “venduta” a pochi euro (sui quali, si badi bene, insistono i costi diretti, ma soprattutto indiretti, della Professione) unitamente e nella stessa pagina web ad una luculliana cena a base di cozze, a trattamenti di epilazione con luce pulsata ed a corsi di flamenco e/o tango argentino.Ciò a maggior ragione se si considera quali erano le reali intenzioni del Legislatore, in merito a tale importante procedura.

La certificazione energetica, indipendentemente dall’uso “amministrativo” che si fa del relativo attestato di certificazione energetica, è finalizzata a fornire – solo ed esclusivamente attraverso un’indagine ed un’analisi approfondita – delle precise indicazioni sulle possibilità offerte dalle tecniche di retrofitting energetico del complesso sistema edificio-impianto.

L’obiettivo primario di tale procedura è quello di mettere la committenza, spesso profana in materia energetica, di fronte alla reale possibilità di intervenire sul proprio edificio, migliorandone il rendimento energetico e contribuendo al raggiungimento degli obiettivi comunitari fissati dalla direttiva madre EPBD (Energy Performance of Buildings Directive), unica ratio, a partire dal Protocollo di Kyoto, di tutte le normative e degli input in materia di contenimento dei consumi energetici nel settore edilizio.”

 

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