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22 aprile 2011

Gli Edifici, il Risparmio, l’Ambiente

Protocollo di Kyoto

Protocollo di Kyoto

In seguito al protocollo di Kyoto, anche l’Unione Europea, con la Direttiva 2002/91/CE, si è impegnata a ridurre l’emissione dei gas serra, prodotti dalle fonti di energia non rinnovabili (petrolio, carbone, gas).

Da tale direttiva è scaturito il Dlgs 192/2005, che nasce da un’analisi accurata della situazione dei consumi nel nostro Paese.
In Italia più del 40% del consumo di energia proviene dagli edifici.

Da qui la necessità del legislatore di imporre miglioramenti alle prestazioni energetiche degli edifici premiando, tramite incentivi, gli interventi di riqualificazione e l’uso di fonti rinnovabili. Il problema si pone soprattutto per gli edifici esistenti.

A tal scopo, per essere in regola con la norma, dobbiamo procedere al miglioramento dei nostri vecchi edifici, attraverso tre fasi:

1.Diagnosi energetica
2.Riqualificazione energetica
3.Certificazione energetica

Oltre al rispetto della normativa, ciò comporterà notevoli vantaggi:

- riduzione dei consumi
- valorizzazione dell’immobile
- salvaguardia dell’ambiente
- comfort

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22 aprile 2011

Diagnosi energetica

Diagnosi energetica

Diagnosi energetica

La diagnosi energetica riguarda soprattutto i vecchi edifici da riqualificare.

Quando un paziente presenta una patologia, il medico deve eseguire un’accurata diagnosi prima di prescrivere la cura. La precisione della diagnosi è fondamentale per la terapia migliore.

Allo stesso modo, per conoscere quali sono i migliori interventi da eseguire per riqualificare l’edificio dal punto di vista energetico, va fatta un’accurata diagnosi, che deve essere eseguita da un professionista serio e accreditato.

Esistono tre tipi di diagnosi, a seconda del  livello di precisione:

Diagnosi di 1° livello.
Parte dai consumi attuali da ottimizzare. Il risparmio sarà misurato in energia/ora.

Diagnosi di 2° livello
E’ una diagnosi standard che parte dai rilievi fatti sul posto al fine di stendere una relazione.

Diagnosi di 3° livello
E’una  diagnosi dettagliata, che utilizza diversi metodi e strumenti di misura.

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Tra i metodi più accurati di misura sugli edifici, vi sono la termografia, atta a rilevare eventuali punti critici (ponti termici, dispersioni di calore), la termoflussimetria, per la determinazione della trasmittanza ed il Blower-Door-Test, che consiste nel controllare le entrate o fuoriuscite di aria, rilevate in condizione di pressione interna più bassa o più alta, attraverso strumenti collocati in prossimità delle finestre. E’ importante che l’isolamento non vada a discapito del ricambio d’aria.

Per il rilevamento dei dati climatici si possono utilizzare le centraline, che forniscono dati continui sui consumi, oppure le statistiche sui parametri della zona o fare riferimento a siti meteo attendibili.

 Da tali metodi e strumenti verranno estrapolati i dati, che vanno interpretati nel modo giusto, necessari per formulare la diagnosi e stendere una relazione che sarà utilizzata per progettare ed eseguire tutti e solo gli interventi di riqualificazione più appropriati per contenere notevolmente i consumi ( e quindi i costi), rivalutare il nostro immobile, creare un ambiente più confortevole, migliorando la classe energetica, e ottenendo la relativa certificazione, nel rispetto della norma.

E’ molto importante la redditività economica degli interventi di riqualificazione conseguenti alla diagnosi. Fondamentale è  il ruolo del professionista nella interpretazione dei dati e nell’uso degli strumenti adatti.

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22 aprile 2011

Certificazione energetica edifici e appartamenti

Certificazione energetica edifici e appartamenti

Certificazione energetica

La certificazione energetica degli edifici suscita oggi un sempre maggiore interesse da parte delle istituzioni e dei cittadini perché rappresenta un punto fondamentale per il risparmio energetico e la salvaguardia dell’ambiente, soprattutto in considerazione del fatto che più del 40% dell’energia consumata in un anno proviene dagli edifici.

L’incidente alla centrale nucleare di Fukushima ha aumentato la preoccupazione verso  le tematiche ambientali, già all’attenzione internazionale dopo il protocollo di Kyoto del 1997.

La direttiva europea 2002/91/CE impone, tra l’altro, agli Stati membri di elaborare le norme minime e di garantire che la certificazione e il controllo degli edifici sia effettuata da personale qualificato e indipendente.
A questa direttiva segue il Dlgs 192/2005 , che stabilisce i principi generali per il miglioramento delle prestazioni energetiche degli immobili e successivamente il DM26/6/2009 che fornisce le “Linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici”.

Sulle basi di queste norme, viene redatta da un professionista qualificato, come un ingegnere o un tecnico abilitato,  una certificazione che, analizzando vari parametri, sia climatici sia relativi all’edificio, attesta “quanto consuma” quell’edificio e quindi a quale classe energetica (A,B,C,D,E,F o G) appartiene.  Le norme fanno riferimento agli edifici sia pubblici che privati.

La certificazione viene effettuata per lo più con l’ausilio di alcuni software specifici che si attengono strettamente alle linee guida nazionali, che a loro volta fanno riferimento alle norme tecniche UNI TS 11300, che definiscono:

- il procedimento di calcolo (allegati A,D,C,D,E)
- i dati ingresso relativi all’edificio (volume, caratteristiche dell’edificio )
- la tipologia dell’edificio e l’anno di costruzione
- i dati climatici della zona
- la destinazione degli edifici
- il calcolo del rendimento degli impianti

In base a questi dati viene calcolato:
- Il fabbisogno di Energia Netta (riscaldamento, raffrescamento, acqua calda sanitaria e altri carichi elettrici);
- Il fabbisogno di Energia Fornita (impianto di riscaldamento, impianto di produzione di acqua calda sanitaria e produzione di energia elettrica);
- Il fabbisogno di Energia Primaria (combustibili, vettori o fonti utilizzati per la  produzione di energia termica ed energia elettrica);

Da queste elaborazioni si ricava: la classe energetica, le prestazioni energetiche globali e parziali e l’Attestato di Certificazione e Qualificazione energetica.

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Infine, vengono indicate, in caso di classe troppo alta,  le raccomandazioni per ottimizzare, tramite riqualificazione, le prestazioni energetiche, individuando quali sono i parametri su cui agire maggiormente.

In ogni caso è opportuno che l’intervento di riqualificazione sia preceduto da un’accurata diagnosi.

Molto importante è la figura del professionista nel rilievo e nell’interpretazione dei dati, fondamentali per un’accurata certificazione.

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21 marzo 2011

Appello in difesa del fotovoltaico

Ieri mi è capitato di leggere in rete questo appello che condivido e riporto integralmente:

Già da qualche mese è in discussione il Decreto Legge di recepimento delle direttive comunitarie per la promozione delle fonti rinnovabili. Venerdì pomeriggio è stata resa pubblica una bozza che prevede a sorpresa il seguente testo all’articolo 23 comma 11 lettera d):

“a decorrere dal 1 gennaio 2014 viene abrogato il conto energia. Nel caso di raggiungimento anticipato dell’obiettivo specifico per il solare fotovoltaico, fissato a 8.000 MW per il 2020 è sospesa l’assegnazione di incentivi per ulteriori produzioni da solare fotovoltaico fino alla determinazione, con decreto del Ministro dello sviluppo economico, da adottare di concerto con il Ministro dell’ambiente e della tutela del mare, sentita la Conferenza unificata, di nuovi obiettivi programmatici e delle modalità di perseguimento;”

Perché dobbiamo evitare che venga approvato il testo che sospende gli incentivi, una volta raggiunto il tetto degli 8.000 MWp

Essendo previsto il raggiungimento degli 8.000 MWp già entro l’estate (tra impianti collegati e in via di collegamento, siamo infatti già a circa 7 GWp) un simile testo porterebbe a:

1)    un blocco immediato da parte delle banche dei finanziamenti di nuovi impianti perché i tempi di connessione sono sempre lunghi e

incerti e pertanto non si può essere sicuri di rientrare negli ultimi 1.000 MWp disponibili

2)    un conseguente stop del mercato e una inevitabile crisi delle aziende del settore


Cosa possiamo fare

Copia e incolla il seguente testo in una mail da spedire ai responsabili della stesura e approvazione del DL sulle rinnovabili:

segreteria.capogabinetto@sviluppoeconomico.gov.it; ufficio.stampa@sviluppoeconomico.gov.it; segreteria.ministro@sviluppoeconomico.gov.it; ufficio.legislativo@sviluppoeconomico.gov.it; dipartimento.energia@sviluppoeconomico.gov.it;  ufficio.stampa@tesoro.it; segreteria.ministro@minambiente.it;

Inserendo nell’oggetto:

URGENTE: Appello per modifica DL Rinnovabili a difesa del fotovoltaico

 

APPELLO

Chiedo di modificare il testo sul fotovoltaico, presente nel DL di recepimento delle direttive comunitarie per la promozione delle fonti rinnovabili, in modo da garantire continuità al settore.

Raggiunto l’obiettivo degli 8.000 MWp non è assolutamente ammissibile la sospensione degli incentivi senza prima aver definito il nuovo quadro incentivante.

Il fotovoltaico dà lavoro a decine di migliaia di persone in Italia e nel 2010 le aziende italiane attive nel fotovoltaico hanno raggiunto un fatturato totale di circa 40 miliardi di Euro, contribuendo al PIL nazionale per oltre il 2%: senza il fotovoltaico avremmo un PIL 2010 in calo rispetto al 2009 e meno introiti per l’erario italiano di 2 miliardi di Euro.

Se operi nel settore aggiungi il seguente testo, compilandolo coi numeri mancanti:

Se sei il titolare:

La mia azienda è operativa nel fotovoltaico con X persone e nel corso di quest’anno pagherà X Euro di tasse allo Stato Italiano grazie al Conto Energia.

 

Se sei un dipendente:

Lavoro in un’azienda che opera nel fotovoltaico. Senza il Conto Energia sarei probabilmente uno dei tanti disoccupati italiani.

Se ha a cuore il bene del Paese (lavoro, bilancio dello Stato, ambiente) deve lavorare per stralciare dal DL lo scellerato articolo 23 comma 11 lettera d).

In fede,

Nome cognome

Credo sia opportuno ricordarle i vantaggi del fotovoltaico, per aiutarla a comprendere l’errore che sta per fare (che spero ancora evitabile):

a)    il fotovoltaico ha raggiunto in poco più di 2 anni una quota del fabbisogno di energia elettrica nazionale pari a circa il 3%: nessun altra tecnologia energetica è in grado di raggiungere simili obiettivi in così breve tempo e con così ampio consenso popolare. Inoltre il fotovoltaico produce nei pressi del punto di consumo, riducendo drasticamente le perdite di trasporto dell’energia elettrica che nel 2009 hanno coperto il 10% circa della produzione di elettricità nazionale

b)    il fotovoltaico è la fonte energetica distribuita per eccellenza e proprio per questo ha consentito la creazione di decine di migliaia di posti di lavoro. Molte aziende avrebbero chiuso e mandato a casa migliaia di persone se non ci fosse stato il Conto Energia che ha permesso di risparmiare miliardi di Euro alle casse dello Stato in casse integrazione evitate

c)     non è vero che i soldi del Conto Energia vanno soprattutto ad aziende straniere:

1)    è vero che i moduli fotovoltaici arrivano soprattutto dall’estero (semplicemente perché lo Stato non ha supportato, diversamente da quanto avvenuto in altri paesi, una filiera industriale nazionale, oggi limitata a un 10% circa del totale), ma gli stessi moduli sono distribuiti da aziende soprattutto italiane che garantiscono occupazione e pagano le tasse in Italia

2)    tutti gli altri componenti sono costruiti in gran parte in Italia: inverter, strutture di supporto, cavi, quadri elettrici, recinzioni, sistemi di monitoraggio, pari a oltre il 55% del costo totale d’impianto

3)    esiste un indotto importantissimo: componentistica per la produzione dei materiali sopra citati (moduli inclusi: in Italia esistono alcune aziende leader mondiali di produzione di macchinari per la produzione di celle), studi tecnici e legali, trasporti, agenzie di marketing e comunicazione, imprese edili e molto altro ancora

4)    stragrande maggioranza degli impianti fotovoltaici che beneficiano del Conto Energia ha come soggetto responsabile gli italiani. Nessuno ha sinora reso pubblico alcun dato sulla quota di soggetti stranieri che beneficiano del Conto Energia, ma chi opera nel settore sa bene che la maggioranza dei proprietari di impianti fotovoltaici è italiana

5)    il Conto Energia ha consentito lo sviluppo di aziende italiane che stanno aprendo filiali all’estero: l’Italia non è terra di conquista, ma è paese in grado di esportare tecnologia e know-how

d)    Con gli 8.000 MWp del primo obiettivo, ormai prossimo al raggiungimento, le tasse pagate dagli operatori del settore (sugli utili e sul personale) ammonteranno in totale a circa 2 miliardi di Euro, mentre le tasse pagate dai soggetti responsabili degli impianti ammonteranno a circa ulteriori 0,5 miliardi di Euro, a fronte di costi previsti in bolletta di circa 3,7 miliardi di Euro . Il bilancio migliora se si considerano le multe evitate (dalla Comunità Europea) per le minori emissioni di CO2, rese possibili dalla diffusione del fotovoltaico su così larga scala.

In prospettiva i costi saranno sempre minori grazie:

1)    alle graduali riduzioni delle tariffe per i nuovi impianti

2)    al fatto che le tariffe, non aggiornandosi con l’inflazione, ridurranno moltissimo il loro valore reale negli anni

3)    al consolidamento del settore industriale italiano del fotovoltaico che proseguirà a versare annualmente all’erario ingenti somme, anche per il possibile sviluppo all’estero delle nostre aziende, molte delle quali sono già leader a livello internazionale. Tale sviluppo all’estero sarà possibile se, e solo se, si garantirà la continuità del quadro normativo

Il costo in bolletta sarà quindi di circa 28 Euro/anno a famiglia, ma il costo reale sarà meno di 10 Euro/anno grazie agli introiti a favore dello Stato (quindi della medesima collettività). C’è quindi spazio per arrivare tranquillamente a 20.000 MWp e oltre, anche perché tra breve sarà possibile installare impianti fotovoltaici con tariffe incentivanti molto minori alle attuali. E con 20.000 MWp di fotovoltaico avremo garantito l’8% circa di copertura del fabbisogno totale annuale d’Italia.

Gli italiani hanno pagato dal 1992 a oggi cifre ben superiori per supportare la produzione elettrica da fonti assimilate, spesso inquinanti e sempre con giganteschi guadagni per pochissimi. Negli ultimi 9 anni ben 33 miliardi di Euro! Il fotovoltaico va invece a supportare migliaia di società che operano nel settore e centinaia di migliaia di autoproduttori (a oggi siamo già a 200.000!).

 

tratto da: http://www.studio147.org/index_file/no_al_nucleare.htm

 

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4 gennaio 2011

Certificazione e Riqualificazione energetica degli edifici

certificazione e riqualificazione energetica edifici e appartamenti
Certificazione energetica

E’ da qualche tempo che si sente parlare sempre più spesso di energia ed in particolare di certificazione energetica degli edifici.

In sostanza, la certificazione energetica è la valutazione di quanta energia consuma un edificio.

La necessità impellente di ridurre i consumi di energia per gli edifici, sia pubblici che privati, ha introdotto nel mercato immobiliare l’obbligo dell’attestato di certificazione o di qualificazione energetica. L’attestato è un documento che dimostra i consumi energetici e ne stabilisce la classe energetica (A, B, C, ecc…), esattamente come avviene per gli elettrodomestici.

Dal 1 Luglio 2009, l’attestato è indispensabile per gli atti notarili di compravendita, dal 1 Luglio 2010 per i contratti di locazione, oltre che per l’accesso agli sgravi fiscali.

In sintesi, in Italia, dal 2009, ogni abitazione oggetto di ristrutturazione, costruita ex novo o oggetto di vendita e affitto deve essere dotata di attestato di certificazione (o di qualificazione) energetica. Migliore è la classe energetica a cui appartiene l’edificio o l’appartamento, (ad es. classe A rispetto a classe C) e maggiore è il valore dell’immobile.

E’ importante per il proprietario di casa o per il costruttore, affidarsi ad un professionista abilitato che sappia effettuare una corretta diagnosi energetica, ovvero sappia individuare i punti critici di un fabbricato o di un appartamento (per gli addetti ai lavori, i cosiddetti “ponti termici”). Una volta individuati gli stessi, il professionista progetta adeguati interventi (di ristrutturazione, nel caso di edifici o appartamenti esistenti) per ridurre o contenere le perdite di energia. I costi sostenuti dal proprietario per questi interventi possono essere detratti fiscalmente. In questo caso, il professionista redigerà il nuovo attestato di certificazione (o di qualificazione energetica).

Puoi contattarci per avere maggiori informazioni sull’attestato di qualificazione e certificazione energetica, o  chiedere un preventivo.

Interventi da realizzare per migliorare le prestazioni energetiche degli edifici, sono ad esempio le cappottature termiche (ovvero avvolgere la tamponatura dell’edificio con uno strato di materiale isolante, il cui spessore va adeguatamente dimensionato), oppure l’isolamento termico delle coperture ad esempio, utilizzando la cosiddetta tecnologia del “tetto caldo”.

Ma perchè vi è tutto questo interesse per il miglioramento delle prestazioni energetiche?
I motivi sono sostanzialmente due: da un lato, l’aumentata sensibilità collettiva verso i problemi ambientali, dall’altro il fatto che, L’Italia, come gli altri stati dell’UE, ha aderito al protocollo di Kyoto e, come tale, deve ridurre le emissioni di CO2, principale responsabile del riscaldamento climatico.

Migliorare le prestazioni energetiche degli edifici, significa in sostanza che gli stessi hanno bisogno di minor apporto energetico per il riscaldamento invernale e per il raffrescamento estivo, con la  logica conseguenza della diminuzione dei consumi di energia (oggi prodotta per gran parte dalle centrali a combustibili fossili) e quindi di anidride carbonica (CO2) principale responsabile del riscaldamento climatico.

Puoi contattarci per avere maggiori informazioni sugli interventi di riqualificazione energetica del tuo appartamento o edificio, o per chiedere un preventivo.

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