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5 luglio 2010

Impresa ricca, impresa povera


Ciao, oggi voglio parlare della crisi economica

argomento difficile, ma mi interessa spiegare i motivi per cui molti imprenditori appena si parla di crisi, rinunciano a mandare avanti i loro progetti, in particolare quello della qualità

ebbene dovete prima sapere che è proprio nei momenti di crisi economica che si sono formate le maggiori fortune finanziarie del secolo scorso…

Mi piace fare un paragone con l’andamento delle borse: disinvestire in qualità in questo momento è come vendere a borsa già crollata…atteggiamento tipico dei risparmiatori senza alcuna cultura finanziaria.

Non sanno che l’economia è ciclica, ad una crisi segue sempre una ripresa (è dimostrato storicamente), quindi comprano quando la borsa sale (sperando di guadagnare) e vendono quando la borsa scende (pensano di non perdere denaro in questo modo)…ecco perchè rimangono sempre poveri…
I veri investitori (quelli che si arricchiscono) fanno esattamente l’opposto.

Lo stesso dicasi degli imprenditori che non hanno alcuna cultura d’impresa, investono in qualità quando le cose vanno bene (sperando di mettere ordine nella propria organizzazione con consulenze scarse e a basso costo) e disinvestono (rinunciano a certificazioni, buona consulenza, ecc…) quando c’è la crisi!!! E’ proprio il comportamento che abbiamo visto del risparmiatore senza cultura finanziaria….che rimarrà povero a vita!!…

Voglio inoltre riportare due mie personali equazioni:

Impresa povera e con bassi/nulli margini di contribuzione = incapacità dell’imprenditore di gestire il cash flow aziendale e ricorso consulenti scarsi e di basso costo;

Impresa ricca e con margini di contribuzione elevati = conoscenza delle regole del cash flow e ricorso ad ottime consulenze che prevedano un ritorno economico degli investimenti (anche quello della qualità).

Io dico sempre che ogni impresa ha i consulenti che si merita!

Ing. Claudio Amich

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1 febbraio 2010

Come redigere il Piano Qualità per le imprese

Le organizzazioni che operano per commessa sono tenute a pianificare le attività redigendo un Piano della qualità (PQ). Il tipico esempio di organizzazione che opera per commessa è l’impresa edile o di installazione impianti.

Il Piano Qualità deve contenere il Piano di Fabbricazione e controllo (PFC).

Il Piano di Fabbricazione e controllo (PFC), deve prevedere:
- la pianificazione temporale (il famoso diagramma di Gantt);
- una suddivisione del lavoro in fasi;
- una descrizione dei lavori da eseguire per ogni fase;
- l’attrezzatura da utilizzare;
- i responsabili dei controlli;
- i riferimenti ai piani controllo qualità (PCQ) delle fasi.

I Piani controllo Qualità (PCQ) a loro volta prevederanno:
- il richiamo alle fasi di lavoro;
- la descrizione dei controlli da eseguire e la data;
- i criteri di accettazione;
- l’esito dei controlli.

E’ di fondamentale importanza per l’organizzazione, tenere sotto controllo tutte le fasi di lavoro; in tal modo, la stessa potrà verificare il raggiungimento o meno degli obiettivi di commessa (per la qualità e per i requisiti che deve avere il prodotto o il servizio).

Da qui nasce l’esigenza di avere uno strumento di registrazione e controllo efficace e completo.  Un piano qualità efficace ed utile nasce sempre dall’esperienza sul campo di chi lo ha predisposto, attuato e migliorato in anni di lavoro.

La differenza tra le organizzazioni che predispongono e utilizzano documentazione appropriata e quelle che non lo fanno è chiara ed evidente! Gestire correttamente un cantiere è molto difficile ed occorre non solo un’ottima organizzazione ma anche strumenti di regitrazione idoneii, di immediata comprensione, solo in questo modo è possibile guadagnare soldi! Sembra una frase scontata ma molte organizzazioni non lo capiscono o non lo vogliono capire.

Se non hai tempo o voglia di modificare i tuoi documenti per creare una documentazione di cantiere veramente efficace, puoi cliccare qui.

Ing. Claudio Amich

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